IIS “LEONARDO DA VINCI” - Maccarese Fiumicino -  Sapere i sapori 2015
Educazione al consumo  a cura della classe 2 C Liceo linguistico
DOP, IGP, BIO e gli altri marchi di qualità: guida alla spesa intelligente Daniel Bura Secondo un’indagine svolta da ACCREDIA e CONAL, gli italiani attribuiscono grande importanza ai marchi di certificazione di qualità agroalimentare. Sigle come DOP, DOCG, IGP e BIO sono note alla maggior parte dei consumatori, tanto che un intervistato su tre ne sa addirittura elencare le caratteristiche, ma ancora più evidente è l’importanza associata: la maggior parte dei consumatori ricorda su quali prodotti li ha trovati e attribuisce una garanzia di affidabilità. I dati dell’indagine evidenziano alcune particolarità. Il campione intervistato nel 60% è composto da persone di sesso femminile e ha un’età compresa tra i 35 e i 65 anni. I marchi sono valutati in modo più favorevole al Sud piuttosto che al centro e al Nord Italia, ma tra chi semplicemente li riconosce e chi ne sa elencare le principali caratteristiche la proporzione regionale è invertita: al Sud e nelle isole (84% di Sicilia e Sardegna) i consumatori dichiarano di conoscere i marchi più che nelle regioni del Centro nord (51% di Lazio, 68% di Lombardia e 72% di Emilia Romagna), ma quando si chiedono le caratteristiche certificate dal marchio, scendono le percentuali di Sicilia (3%) e Sardegna (14%) mentre tendono a salire quelle delle regioni del Nord (33% della Lombardia, 51% del Lazio e 72% di Emilia Romagna) Questo vale in particolar modo per marchi come DOP, STG, DOC e IGT, mentre altri, come IGP e BIO, sono noti in tutti il territorio in maniera costante. I marchi di certificazione sono variabili importanti per l’acquisto di un prodotto e, nella considerazione dei consumatori, vengono subito dopo prezzo, marca, tipicità, aspetto nutrizionale, comodità d’uso e rispetto dell’ambiente. Ecco un elenco ed una breve descrizione dei principali marchi di qualità dei prodotti agroalimentare, tutelati a livello europeo, riconoscibili sui pack dei prodotti: DOP è uno dei marchi più conosciuti e si riferisce alla Denominazione di Origine Protetta. E’ un marchio attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli o alimentari le cui peculiari caratteristiche qualitative sono strettamente dipendenti dalla zona geografica in cui avviene tutto il processo produttivo (produzione, trasformazione e elaborazione). IGP acronimo di Indicazione Geografica Protetta, è il marchio di origine attribuito dall’Unione europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche dipendono dall’origine geografica STG acronimo di Specialità Tradizionale Garantita, è un marchio che tutela a livello comunitario le produzioni agricole o alimentari tradizionali la cui specificità, intesa come elemento o insieme di elementi che distinguono nettamente un prodotto agricolo o alimentare da altri prodotti o alimenti analoghi appartenenti alla stessa categoria, è riconosciuta dalla Comunità come tradizionale, sottintendendo con ciò che tale riconoscimento può essere concesso solo laddove possa essere attestato un uso del prodotto o alimento, sul mercato comunitario, da un periodo di tempo di almeno 25 anni. Questa certificazione si rivolge pertanto a prodotti agricoli che abbiano una specificità, in termini di metodo di produzione, piuttosto che di composizione, legata alla tradizione di una zona, ma che non vengono necessariamente prodotti in tale zona. BIO la produzione biologica, disciplinata dal regolamento CE n. 834/2007 è un sistema globale di gestione sostenibile per l’agricoltura basato sull’interazione tra l’adozione delle migliori pratiche colturali in termini di impatto ambientale; l’impiego responsabile dell’energia e delle risorse naturali come l’acqua, il suolo, la materia organica e l’aria; il mantenimento di un alto livello di biodiversità; l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali. VINI Discorso a parte va fatto per quanto riguarda i vini di qualità, che solo in tempi relativamente recenti hanno visto uniformati i criteri di designazione della tradizionalità, mutuando la logica già adottata per i prodotti agricoli e alimentari tradizionali, prevedendo 2 livelli qualitativi di protezione: Denominazioni d’origine e Indicazioni Geografiche. Dove per “denominazione di origine”, si intende il nome di una regione, di un luogo determinato o di un paese, che serve a designare un vino, conforme ai seguenti requisiti: la sua qualità e le sue caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi fattori naturali e umani; le uve da cui è ottenuto provengono esclusivamente da tale zona geografica; la sua produzione avviene in detta zona geografica; è ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera.