IIS “LEONARDO DA VINCI” - Maccarese Fiumicino -  Sapere i sapori 2015
Alimentazione e salute  a cura della classe 2 F Liceo Scientifico
DISTURBI ALIMENTARI: ANORESSIA, BULIMIA Dogariu Sorana, Russo Rebecca, Bogdan Ionut Pascu, Codini Gian Marco, Bucci Matteo, Paolacci Giordana, Ursumando Davide, Mangiagli Leonardo, Mancini Roberto, Vasilescu Elena Cos’è la bulimia? La bulimia è un disturbo alimentare molto grave, che si manifesta con una voglia incontrollata di cibo. Si tende a mangiare in grandissime quantità e poi si fa di tutto per eliminare quanto si è ingerito, provocandosi anche il vomito o assumendo lassativi. Anoressia L’anoressia colpisce soggetti in prevalenza di sesso femminile, di età compresa tra i quattordici e i trenta anni. Gli anoressici hanno paura di perdere il controllo cioè si teme di mangiare ed essere poi incapaci di smettere. È presente una distorsione dell’immagine corporea come psicopatologia specifica, come imporsi una soglia di peso basso. La depressione è l’atto finale di tali disturbi. Il soggetto è sempre insoddisfatto della sua immagine corporea e la frustrazione condiziona completamente la qualità di vita. Bulimia, una variante dell’anoressia È frequente che l’anoressia alterni lunghi digiuni a grandi abbuffate, dalle quali però si libera rimettendo tutto, oppure prendendo ingenti quantità di lassativi e diuretici. Bulimia significa mangiare senza fame, senza uno scopo preciso: l’unica motivazione è quella di placare uno stato di ansia. Il bulimico non ammette la propria malattia. Le crisi possono avere una frequenza media di 2 a settimana, per un periodo che va dai 3 mesi in poi. Spesso la bulimia è la diretta conseguenza di una drastica dieta. Le cause esatte di questi disordini non sono conosciute, ma gli atteggiamenti sociali nei confronti dei fattori di apparenza e dello sviluppo del corpo svolgono un ruolo nel relativo sviluppo. La circostanza interessa più frequentemente le femmine nell’adolescenza o nell’età adulta giovane. Il vomito (spontaneo o auto-indotto) e l’uso inadeguato di lassativi o di diuretici possono accompagnare questo disordine. Di solito inizia con una dieta dimagrante senza controllo medico , oppure con una iniziale perdita di fame legate a un evento doloroso. Oppure può essere influenzata dall’idea  di volere un corpo sottile e asciutto come tante top model. Inizialmente la ragazza non rispetta più l’orario dei pasti, mangia poco cibo a orari strani, spesso da sola. La ragazza può anche imporsi un ritmo di vita frenetico, pur di perdere sempre più peso. La malattia viene accelerata non solo da drastiche diete, ma anche da vomito volontario, abuso di diuretici, di lassativi e di farmaci anoressizzanti. Sintomi e Conseguenze
Cura  I farmaci che, nell’esperienza clinica, si sono mostrati efficaci nella cura della bulimia nervosa sono gli antidepressivi. Tuttavia è necessario sottolineare che recenti ricerche indicano che in molti soggetti il farmaco risulta non avere efficacia a lungo termine. Sembra infatti che, sebbene il farmaco antidepressivo riesca a ridurre le abbuffate, non posso eliminare alcuni fattori specifici che contribuiscono al mantenimento della bulimia nervosa, come ad esempio la dieta ferrea. Per la cura della bulimia nervosa è quindi necessario ricorrere ad un percorso psicoterapeutico mirato, presso un centro multidisciplinare specialistico, ove il paziente sia assistito non solo dallo psichiatra, ma anche e soprattutto da un nutrizionista e uno psicologo di formazione cognitivo comportamentale. La psicoterapia di questo tipo, infatti, si è dimostrata l’intervento più efficace per la cura della bulimia, con effetti che si mantegono nel tempo anche cessando l’assunzione dei farmaci. Effetti psicologici Dal punto di vista psicologico, invece troviamo depressione, disturbi della sessualità, scarsa autostima, senso di colpa, sbalzi di umore, difficoltà a mantenere relazione sociali e familiari, tendenza a comportamenti maniacali. Se non trattati in tempo e con metodi adeguati, i disordini alimentari possono portare a gravi danni permanenti e perfino alla morte. I disturbi dell’alimentazione presentano il più basso tasso i mortalità tra i disturbi della personalità, annoverando un tasso di mortalità del 6%.