IIS “LEONARDO DA VINCI” - Maccarese Fiumicino -  Sapere i sapori 2015

Buono, pulito, giusto: i primi 30 anni di Slow Food

Un compleanno che impone anche una riflessione sul nostro modello di evoluzione sociale e di difesa del nostro stile di vita: perché la salute nasce a tavola, e anche il progresso
Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti L’associazione è stata fondata nel 1986 dall’enogastronomo piemontese  Carlo Petrini ed è diventata internazionale nel 1989 come “Movimento per la tutela e il diritto al piacere”: si avvia, dunque, a compiere i suoi primi 30 anni Nasce in opposizione alla filosofia del Fast Food, del Junk Food e delle abitudini frenetiche, non solo alimentari ma anche della vita quotidiana moderna Slow Food difende la cultura enogastronomica ed è impegnata nei temi della biodiversità e dei diritti dei popoli alla sovranità alimentare, battendosi contro l’omologazione dei sapori, l’agricoltura massiva, le manipolazioni genetiche I punti di Slow Food sono cinque, ovvero: far acquisire dignità culturale alle tematiche legate al cibo ed       all’alimentazione individuare i prodotti alimentari e le modalità di produzione legati       a un territorio, nell’ottica della salvaguardia della biodiversità,       promuovendone l’assunzione a ruolo di beni culturali elevare la cultura alimentare dei cittadini e, in particolare, delle       giovani generazioni, con l’obiettivo del raggiungimento della       piena coscienza del diritto al piacere ed al gusto promuovere la pratica di una diversa qualità della vita, fatta       del rispetto dei tempi naturali, dell’ambiente e della salute       dei consumatori, favorendo la fruizione di quei prodotti che       ne rappresentano la massima espressione qualitativa sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica verso le tematiche       ambientali ed in particolare verso la biodiversità e le       tradizioni culinarie Ormai le catene di fast food e il cibo commerciale hanno preso il sopravvento. Prendiamo come esempio la più famosa catena di fast food nel mondo, McDonald’s . McDonald’s ha completamente sopraffatto la vera cultura culinaria, in particolare la nostra  cultura gastronomica. Oggi ci ritroviamo spesso a scegliere di consumare un pasto in un luogo dove il cibo è immediato, ma abbiamo pensato a come questo stile di vita possa danneggiare il nostro organismo? Ogni giorno migliaia di persone affamate accorrono ai fast food con l’intento di mangiare prodotti che sono presentati come sani e positivi per il benessere di un’intera famiglia; in realtà fegato, reni e cuore vengono gravemente danneggiati dal consumo di alimenti serviti nei ristoranti stile McDonald’s: cibi che tendono a superare le 1000 calorie, in un quadro di irresponsabilità sociale a danno della salute dei loro fedeli clienti. In pratica, vi fanno ammalare e giocano con il vostro organismo in cambio del denaro ricevuto da voi Al contrario la filosofia “slow food” ha veramente aiutato a salvare numerose razze animali, specie vegetali, formaggi, salumi e altri prodotti tipici che rischiavano l’estinzione; ha aiutato centinaia di produttori affinché potessero proseguire la propria attività, favorendo il contatto tra consumatori interessati alla qualità e disponibili a pagare un prezzo equo e remunerativo; ha materialmente contribuito a dimostrare che un’altra agricoltura e un’altra produzione alimentare sono possibili; è un punto di riferimento per molti piccoli produttori e per molte comunità del cibo di tutto il mondo (anche al di fuori del “circuito Slow Food”); è un modello anche per altri piccoli produttori con i quali oggi Slow Food lavora e collabora per impostare progetti legati non più solo all’eccellenza qualitativa, ma anche alla produzione per il consumo quotidiano (i “presìdi” Slow Food); è inoltre un bacino molto importante di saperi e esperienze, che i presìdi mettono a disposizione di altri produttori tramite scambi e collaborazioni, costituendo pertanto alcuni dei nodi fondamentali della grande rete Slow Food
a cura di Chiara Del Francia - III C Liceo Linguistico