IIS “LEONARDO DA VINCI” - Maccarese Fiumicino -  Sapere i sapori 2015

Educazione al consumo

a cura della classe 2 C Liceo linguistico
CITTADINI O CONSUMATORI? Leonardo Marcucci, Alessandro D'Aquino Educare al consumo vuol dire creare cittadini più sani e consapevoli, rispettosi dell’ambiente e delle altre culture. Questo può avvenire attraverso vari aspetti: essere consumatori responsabili significa saper stabilire il proprio regime alimentare nel rispetto della salute e del gusto, scegliere i prodotti più idonei, acquistarli in modo saggio e in quantità ragionevole, evitando sprechi alimentari e problemi per l’ambiente Viviamo in un mondo consumista nel quale se non possiedi, non sei e non c’è cosa più brutta di essere ciò che si possiede perché annulla qualunque sentimento. L'Educazione al consumo si occupa di insegnare alle persone le competenze, le attitudini e le conoscenze necessarie per vivere in una società dei consumi. È una componente fondamentale della cultura generale, che dovrebbe sostenere i consumatori nei loro tentativi di organizzare la loro vita quotidiana in modo sostenibile. Questo consumismo ci sta rendendo sempre più ciechi davanti al consumo esagerato e soprattutto allo spreco del cibo, uno dei principali problemi di consumismo, specialmente davanti alla piaga della fame del mondo che colpisce i paesi più poveri. Lo spreco assume sfumature e dimensioni diverse, a seconda che lo si guardi dal nord o dal sud del mondo. «Ogni anno sulla Terra più o meno un terzo del cibo prodotto per il consumo umano, circa 1,3 miliardi di tonnellate, va perso o viene gettato via», sottolinea Olivier De Schutter, relatore speciale dell'Onu per il diritto al cibo. Più precisamente, è cibo perso nei Paesi in via di sviluppo, dove la carenza di infrastrutture incide fino al 50% sul deterioramento degli alimenti, ed è sprecato nelle economie avanzate. «Nei Paesi ricchi, tra alimenti gettati dai consumatori perché scaduti e gli scarti dei supermercati e della vendita al dettaglio, si sprecano 222 milioni di tonnellate di cibo l’anno. Una cifra quasi equivalente all’intera produzione alimentare dell’Africa Sub-sahariana, che ammonta a 230 milioni di tonnellate l’anno.