IIS “LEONARDO DA VINCI” - Maccarese Fiumicino -  Sapere i sapori 2015
Educazione al consumo  a cura della classe 2 C Liceo linguistico
IL CHILOMETRO ZERO  Roxana Ababei, Anouk Fagiani, Valerio Fabri Il chilometro zero, anche conosciuto come chilometro utile o con il termine più tecnico a filiera corta - cioè l'insieme delle aziende che concorrono alla catena di fornitura di un dato prodotto - è un tipo di commercio nel quale i prodotti vengono commercializzati e venduti nella stessa zona di produzione. La locuzione alimentare a chilometro zero, quindi,  predilige l’alimento locale garantito dal produttore nella sua genuinità, in contrapposizione all'alimento globale spesso di origine non adeguatamente certificata, ma soprattutto risparmia nel processo di trasporto del prodotto , in termini anche di inquinamento. Spesso viene garantita anche l'assenza di organismi geneticamente modificati. Quindi  le ragioni per acquistare i prodotti a km zero possono essere: - il costo: perché la merce, per arrivare al consumatore, non deve essere trasportata, imballata e posta su uno scaffale: questi sono passaggi che fanno aumentare il prezzo dei prodotti e che alla fine paghiamo noi; - la sostenibilità: infatti scegliendo i prodotti a chilometro zero fai risparmiare anche l’ambiente:     - meno CO2 perché i prodotti non devono essere trasportati lontano;     - meno acqua ed energia dei processi di lavaggio e confezionamento;     - meno plastica e cartone sull'imballaggio; -  la freschezza del prodotto è di miglior qualità; - si può visitare l'azienda produttrice e avere più controllo sul prodotto. - si assaporano meglio i profumi e i sapori delle diverse stagioni. Lo scopo finale è quello di garantire l'assoluta sicurezza alimentare. Nel corso degli ultimi anni la globalizzazione, le logiche di mercato, le politiche commerciali delle grandi industrie multinazionali  hanno distanziato geograficamente sempre di più i produttori ed i consumatori. Così, con l'incremento dell’import/export di alimenti e materie prime, hanno accentrato il commercio nelle mani di pochi produttori Se fino a pochi decenni fa i cibi percorrevano solo pochi chilometri, ora possono viaggiare per centinaia o addirittura migliaia di chilometri prima di arrivare sugli scaffali. Ciò che arriva sulla nostra tavola è spesso il frutto del lavoro di molte aziende, ognuna delle quali esegue solo una fase della lavorazione del prodotto. Ad esempio nel caso di prodotti freschi come frutta e verdura, spesso vengono raccolte in una località, lavate e pulite in un'altra, confezionate in uno stabilimento posto in un'altra località ancora, e infine consegnate alla distribuzione organizzata. E' ovvio che tutto questo comporta immancabilmente un impatto ambientale non indifferente: sulle emissioni di CO2, sul consumo energetico, sul traffico... Tanto maggiore è la distanza percorsa dal cibo, tanto maggiori sono le emissioni di gas serra ed inquinanti emessi per il trasporto e per la refrigerazione. Se una famiglia acquistasse solo prodotti locali e di stagione, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe evitare di emettere fino a 1000 chili di CO2 in un anno. E potrebbe inoltre risparmiare sulla spesa, perché si abbatterebbero i costi di trasporto e di intermediazione. Nel nostro paese circa l'86% dei trasporti avviene su gomma e i costi della logistica pesano per un terzo sui costi di frutta e verdura. . I prodotti “a Km zero” sono tutti quei prodotti, per lo più generi alimentari, che vengono venduti e consumati vicino nel raggio di pochi chilometri dal luogo di produzione; sono anche chiamati prodotti a filiera corta poiché spesso, accorciando le distanze fisiche che separano produttore da consumatore, si accorcia anche la filiera, non essendoci la necessità di intermediari del trasporto, grossisti o mercati generali che poi ridistribuiscono a dettaglianti. Molte volte addirittura, se un prodotto è km 0, viene anche venduto direttamente dal produttore al consumatore: è ciò che succede nei farmers' market . Quali sono i vantaggi dei prodotti a km 0? - I prodotti a km zero, che sono anche di stagione, costano meno a causa dell'abbattimento dei costi di trasporto, ma anche perché spesso la filiera si accorcia (ed il vantaggio ricade quindi anche sul piccolo produttore piuttosto che sulla grande distribuzione organizzata).
- Un prodotto a km zero è per definizione un prodotto nostrano, con tutti i vantaggi del caso in termini di salute e sicurezza: pensiamo ad esempio ai diversi regimi di controllo sull'imballaggio e il confezionamento e la perdita delle caratteristiche organolettiche determinata da un lungo viaggio.
- I prodotti a km zero ci permettono inoltre di riscoprire il piacere del buon cibo di stagione, e degli alimenti nostrani, tipici del nostro territorio, oltre a contribuire alla riscoperta delle differenze biologiche tra varietà di frutta e verdura.